Tutte le donne italiane famose nel mondo avevano queste 3 abilità

Ti sei mai chiesta quale sia l’ingrediente segreto del successo? Che tu sia una donna in carriera o in cerca di affermazione professionale, avrai capito che, come negli altri aspetti della vita, anche il lavoro richiede la giusta attitudine. Costanza, determinazione, spirito di sacrificio sono certamente nella lista.

Osservando le vite di donne di successo, emergono poi delle qualità ben precise, comuni a tutte. Te ne voglio riassumere 3: tutte le donne italiane famose nel mondo avevano queste 3 abilità. Lasciati ispirare dal percorso di persone che, con il loro coraggio, hanno saputo trasformare il loro talento in un vero e proprio sogno.

Prima di entrare nel merito di queste 3 abilità, voglio inquadrare nei giusti termini la questione. Non stiamo, infatti, parlando di formule magiche dal risultato sempre valido. Per ottenere il successo che meriti, devi prima assimilare dentro di te il concetto di respons-abilità. In questo semplice gioco di parole è inscritta una grande verità. Essere responsabili significa fornire alle circostanze che ci si presentano una risposta adeguata. Si tratta, quindi, di essere abili a reagire nel modo giusto alla vita. Ecco perché ti parlo di abilità: allenando le tue risposte alle difficoltà, non potrai che migliorarne il risultato.

I prerequisiti del successo: competenze trasversali e abilità

Non parliamo, quindi, delle competenze pratiche (le famose hard skills) che riguardano i più disparati tipi di lavoro. Parliamo, invece, di un’attitudine personale che, in qualsiasi campo venga esercitata, può davvero fare la differenza. Sono le cosiddette competenze trasversali. Un bravo creativo non avrà mai successo se non sarà anche in grado di affrontare lo stress di consegne in tempi ristretti. Un medico capace non potrà mai fare carriera se non saprà gestire la tensione di una situazione estrema. Un parrucchiere con una buona mano deve anche essere abile ad ascoltare e capire le esigenze del suo cliente. E così via.

Il mercato del lavoro, oggi, si accerta che i candidati rispondano a questi requisiti tanto quanto alle competenze richieste. Nella maggior parte dei casi si tratta di abilità che dovrai dimostrare sul campo, più che decantare nel tuo curriculum. In generale, parliamo di un approccio razionale, che non si lasci influenzare dallo stress. Che sappia rispondere ai problemi dell’ultimo momento. Che sappia gestire una comunicazione efficace. Tutto questo costituisce corsia preferenziale per un avanzamento di carriera.

Questo deve anche farti comprendere che una buona posizione lavorativa non è semplicemente il risultato di un titolo di studio o di un colloquio riuscito. Il successo è, in effetti, un concetto interessante. Questa parola incarna il futuro e il passato. È un’idea futura, perché è difficile (e limitante) far coincidere il successo con un preciso punto della propria carriera. Se c’è una tua passione in ballo, ci sarà sempre una nuova sfida da raggiungere.

Allo stesso tempo, notiamo che successo è il participio passato del verbo succedere. In un certo senso, quello che credi di aver raggiunto solo dopo un traguardo, in realtà, è già accaduto. Si tratta della struttura che tu stessa hai costruito, mattone dopo mattone, facendo accadere le cose giuste. Ancora una volta, rispondendo con le tue abilità alle sfide della vita.

VIP o non VIP?

Un altro concetto che possiamo assimilare osservando le grandi donne nella storia (italiana e non) è la differenza tra fama e successo. Specialmente nel mercato digitale odierno, spesso il successo di un’imprenditrice online o di una professionista coincide con la sua fama. Non parlo solo del fenomeno degli influencer, ma di tutti coloro che hanno scelto, per la propria professione, di adottare una visibilità massima come centro attrattivo per i propri clienti. In tali casi, la fama porta al successo.

Questo però non deve farci credere che sia sempre vero il contrario. Sono moltissime le donne di successo, stimate nel loro settore e autrici di vere e proprie rivoluzioni che non hanno, però, ricavato una fama da migliaia di follower. Del resto, lasciami aggiungere: una volta realizzato il proprio sogno di successo grazie a passioni, talenti e abilità proprie, cosa dovrebbe farsene una donna realizzata della fama? Questo deve aiutarti a non inseguire false chimere e a rimanere concentrata sul tuo vero obiettivo: dare il meglio in quello che ami.

Donne italiane famose nel mondo cui ispirarsi: VIP…

Sono decine e decine gli esempi di donne italiane famose nel mondo per il ruolo chiave svolto nella loro professione. Alcune di loro hanno acquisito, grazie alla loro intraprendenza e unicità, una fama globale. Penso, immediatamente, alla mente lucida e sottile di Rita Levi Montalcini. Premio Nobel per la Medicina nel 1986, senatrice a vita, accademica ma, soprattutto, neurologa. La sua battaglia, combattuta in laboratorio, ha assunto una rilevanza ancora più speciale perché vinta in un ambito ancora fortemente maschile. Tutt’oggi, è ancora l’unica donna italiana ad aver ricevuto un Nobel per le scienze.

Cambiando totalmente ambito penso, ancora, a Miuccia Prada. Nipote del fondatore della maison simbolo dell’eccellenza italiana, ha ereditato la passione dalla propria famiglia e ha saputo raccogliere e portare alto il testimone. Disegnatrice e promotrice visionaria, è stata in grado da un lato di anticipare i trend di un intero decennio, dall’altro di rendere iconico e perfettamente riconoscibile in tutto il mondo lo stile della sua Casa.

Con un approccio che le ha conferito un posto in tutte le classifiche, da quella dei personaggi più influenti al mondo a quelle delle donne più ricche d’Italia. Anche in questo caso, la fama non è stata che una diretta conseguenza del suo successo, fatto di visione del futuro e creatività.

Rimanendo in tema di imprenditoria italiana, non possiamo poi non citare Emma Marcegaglia. È nota alle cronache per aver presieduto Confindustria per 4 anni (prima donna a ricoprire l’incarico, oltre che persona più giovane). Nel suo CV spiccano decine di altre prestigiose collaborazioni, nell’ambito industriale italiano e non solo. Presidente di Eni, presidente del CDA dell’Università Luiss, presidente dell’associazione che riunisce le Confindustrie europee (BusinessEurope).

Una carriera tutt’ora sulla cresta dell’onda che sarebbe riduttivo descrivere come un ottimo spirito imprenditoriale. Visione strategica, competenza, abilità gestionale e nessuna paura di confrontarsi alla pari con un mondo ancora troppo poco abituato a vedere una donna al comando.

…e meno VIP

Non fermarti ai nomi di successo che tante volte hai letto nelle testate dei giornali. Quello del successo, come dicevamo, è un percorso che spesso si intreccia con la fama ma, di fatto, indipendente da esso. Basti pensare a Beatrice Venezi, nome forse sconosciuto ai più ma già chiacchierato fra gli appassionati di musica classica. Giovanissimo talento classe 1990, questa donna è una delle pochissime direttrici d’orchestra attive in Italia. L’approccio pop a quest’arte e una determinazione di marmo l’hanno portata su prestigiosi palchi in tutto il mondo, meno nel nostro Paese. Di certo, ne sentiremo ancora parlare (è concorde Forbes, che l’ha già inserita nella classifica dei 100 leader under 30 del futuro).

Rimanendo in tema scientifico (e attuale), vorrei citarti anche la storia della virologa Ilaria Capua. All’età di appena 40 anni, la scienziata aveva già assunto un ruolo cruciale nella scienza open source, contribuendo alla ricerca mondiale con i suoi studi e le sue scoperte. Dalla strategia di vaccinazione tutt’oggi riconosciuta nel mondo alla sequenza genica del virus dell’aviaria, una donna che ha trasformato la sua competenza in una visione globale e rivoluzionaria. Tanto da guadagnarsi un posto fra i 50 migliori scienziati della prestigiosa rivista Scientific American.

Salita di recente alle cronache ma senza alcuna velleità da VIP, anche Marta Cartabia merita una menzione fra le donne italiane che hanno trasformato impegno e passione in un successo indiscusso. Prima donna presidente della Corte Costituzionale, questa giurista dedica una parte consistente della sua carriera alla formazione. Come docente universitaria e come divulgatrice nelle scuole. Una missione che la dice lunga sul contributo che ogni donna preparata e determinata può dare al proprio paese. Non solo poltrone e passerelle, ma anche progetti concreti e diffusione della cultura. Donne delle quali avremmo tutti bisogno.

Le abilità delle donne italiane famose

Studiando la vita delle donne che hanno portato in alto il nome del nostro Paese nel mondo (cosa che ti invito a fare per trarne ispirazione), ti accorgerai che tutte avevano in comune molte cose. Sicuramente una solida preparazione, competenze specifiche e tanta determinazione. Voglio però concentrare la tua attenzione su 3 qualità specifiche. 3 abilità intese come capacità di rispondere alle sfide della vita. Parliamo di visione, strategia, creatività intellettuale.

Visione

La visione è una prospettiva difficile da mantenere a lungo. Avrai bisogno di un progetto, di uno sguardo globale del contesto e di capacità organizzativa delle forze necessarie. Il tutto, portato avanti con costanza e senza fermarsi al primo ostacolo. Se riuscirai, però, a rimanere fedele alla tua visione, sarai capace di proiettarti nel futuro prima ancora che questo accada, prima ancora che gli altri se ne accorgano. Quando ciò che avevi immaginato arriverà, tu sarai già lì, pronta ad accogliere chi arriverà dopo.

Strategia

Potresti pensare che la strategia sia un’abilità da costruire semplicemente sul campo. Competenza e conoscenza del settore sono fondamentali per adottare un approccio strategico, ma avrai bisogno anche di quella spinta in più portata dall’ingegno. La strategia richiede lucidità, capacità di discernimento, abilità nel prevenire gli imprevisti o, quantomeno, progettare un piano B. È studio, ma anche passione fondata sul tuo genio e sul tuo sogno. È qui che le competenze tecniche devono incontrare quelle trasversali: un connubio da perseguire con tutto l’impegno di cui sei capace.

Creatività intellettuale

Infine, la creatività intellettuale. Qualcuno potrà lamentarsi: la creatività o ce l’hai o non ce l’hai: impossibile inventarsela! Mi permetto di dissentire. La creatività è come un muscolo. Va allenata, nutrita, messa sotto pressione e poi lasciata a riposo quando serve. È tutta questione di equilibrio! Dovrai, quindi, imparare ad ascoltare il lato creativo del tuo cervello, liberandolo dalle briglie di quello puramente logico, per poi far rientrare il frutto della tua inventiva nei canali della razionalità. La creatività intellettuale è un’ispirazione. È un guizzo che si mantiene vivido, anche quando viene trasformato in principio applicabile e concreto.

Ogni storia di successo è una tavolozza dove questi 3 colori primari non mancano e anzi si mescolano, si spalleggiano, si sostengono a vicenda. In un quadro ogni volta nuovo e ogni volta sorprendente.


Francesca Camboni

Coach certificata, Master in coaching neurosemantico, Pratictioner e Master Pratictioner NLP, Master in Ipnosi applicata, certificata in Tecniche di Respiro, Training Autogeno e Reiki, certificata anche come Insegnante Louise Hay, Formatrice TUAV e insegnante di Sofrologia.

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