Perché non fai carriera se sei una donna con famiglia

Sembra quasi un bivio obbligato che, a un certo punto, tocca quasi tutte le donne. Carriera o famiglia? Il lavoro rappresenta la realizzazione delle proprie capacità; e l'espressione delle proprie ambizioni. La famiglia, il nucleo di affetti che inevitabilmente riscalda la vita di ogni donna.

Due tappe che sembrano entrambe centrali nel percorso di crescita personale di ognuna, e che però, purtroppo, spesso entrano in conflitto.

Eppure, dovremmo chiederci: si tratta di un conflitto reale o di una contrapposizione imposta da una cultura diffusa limitata e, ahimè, limitante?

Perché; non hai una carriera se sei una donna con famiglia?

Oppure: perché non riesci a gestire la tua famiglia se ti dedichi alla carriera? Non domande alle quali trovare una risposta, ma punti di vista da ribaltare completamente. È la prospettiva con la quale ogni donna si trova ad affrontare queste scelte di vita che merita una riflessione approfondita.

La storia culturale del nostro Paese, nel quale la netta contrapposizione fra carriera e famiglia è particolarmente incisiva, ha grosse responsabilità al riguardo.

Parlando del famoso gender gap che caratterizza il mondo del lavoro in Italia, il quadro è purtroppo ancora allarmante.

Donne, carriera e famiglia in Italia: qualche dato

Il rapporto 2019 del Censis registra un tasso di occupazione femminile nella fascia 15-64 anni del 49,5%. A fronte di una percentuale del 67,6% nella corrispondente fascia maschile. Un gap appunto che ci porta fanalini di coda in Europa.

Fra queste, le donne registrate come occupate e con figli minori sono appena 6 milioni. Il rapporto Istat del 2019 sulla Conciliazione fra lavoro e famiglia riporta ancora come il 38,3% delle madri lavoratrici abbiano dovuto “apportare dei cambiamenti” alla propria carriera per far fronte al loro nuovo ruolo familiare.

A fronte di appena l’11% dei padri occupati. Numeri che fanno riflettere, oltre che arrabbiare. Per interpretare correttamente questi dati è necessario allargare il quadro.

I pregiudizi della popolazione (spesso tanto maschile quanto femminile) rispetto a una concezione prioritaria della carriera per la donna sono uno dei primi fattori.

Da tenere in considerazione anche l’ostilità; del mondo del lavoro che in molti casi ritiene l’assunzione di una donna una scelta “insostenibile” in termini di costi, permessi, maternità e, quindi, produttività. E poi ancora l’inadeguatezza o il caro prezzo dei servizi a favore delle mamme.

Un quadro desolante?

Forse. Ma tu puoi fare qualcosa.

È fondamentale innanzitutto comprendere che i cambiamenti culturali e sociali non derivano solo da imposizioni esterne. Partono dal basso. Il singolo contributo di una donna che voglia al contempo essere madre e in carriera ha un valore altissimo. Non solo per la realizzazione personale della donna, ma anche per dare il buon esempio. Per dimostrare che avere una carriera ed essere una madre è possibile.

È facile?

Non ancora.

Ma questo traguardo merita davvero l’impegno di tutte le donne che sognano di vivere in una società finalmente paritaria.

Una donna in carriera può essere una buona madre?

Partiamo quindi cercando di smontare alcuni dei pregiudizi più nocivi. L'indipendenza non dovrebbe essere un privilegio di poche. L'indipendenza è una dimensione fondante di ogni individuo, maschio o femmina che sia.

Certamente parliamo di libertà economica, ma anche di realizzazione personale. Una donna capace, determinata e ambiziosa (sdoganiamo finalmente questa parola!) ha tutto il diritto di lavorare sodo per costruirsi una carriera dignitosa. Perché? Perché l'indipendenza è una tappa cruciale nella ricerca della felicità.

Esprimendo la propria personalità e realizzando le proprie aspettative, una donna avrà dalla sua parte uno strumento potentissimo per essere felice. E una donna felice e realizzata può trasmettere questo messaggio di positività anche ai propri figli, dimostrandosi un buon esempio e stimolandoli a impegnarsi altrettanto per conquistare la loro indipendenza.

Basta quindi con il falso mito che una donna presa dalla carriera sia necessariamente una madre assente o poco interessata alla crescita dei figli!

Come può una donna con famiglia conciliare figli e carriera?

Via quindi ai condizionamenti esterni. Li riconosci facilmente: sono tutti quei pregiudizi, quelle credenze diffuse e quei sentito dire che sono facilissimi da smentire con un po’ di logica e con moltissimi eccellenti esempi.

E che, eppure, sembrano ancora oggi dettar legge nella nostra società.

Chi l’ha detto che delle faccende domestiche si deve occupare solo la donna?

Che un padre non sia altrettanto bravo ad accompagnare i figli a scuola o ad aiutarli con i compiti?

Che un asilo nido sia peggio della compagnia della mamma?

Tolti questi scomodi inciampi, sarà necessario lavorare sulla centratura del proprio sé. Diventare madre è un’evoluzione che certamente stravolge la tua vita, ma che arricchisce la tua persona: non la indebolisce, non le fa perdere di importanza e non le toglie nessun primato.

Nemmeno sulla sua realizzazione.

Del resto, è quello che noi stesse vorremmo per i nostri figli, no? Essere persone complete, concentrate sulla propria felicità, indipendenti e capaci al contempo di amare e lavorare. Per far questo, il mio consiglio è non perdere di vista il tuo valore. I tuoi talenti, le tue capacità, i tuoi desideri e tutti quei valori che contribuiscono a renderti la persona che sei. Guardati nella tua interezza e completezza e non rinunciare a nessuna delle tue sfaccettature. Il rischio, purtroppo, è che col trascurare una tua ambizione o un tuo sogno, saranno anche le altre componenti del tuo io a risentirne.

E la tua insoddisfazione non potrà che riflettersi, più o meno indirettamente, anche sulla tua famiglia. Infine: parlati e ascoltati.

Solo tu sai cosa è meglio per te. Non i diktat esterni che condizionano immeritatamente la tua vita. Non i giudizi di persone che non conosci. Non le tradizioni che ingiustamente subisci.

Raccontati cosa ti piace, che tipo di persona vorresti essere e cosa vorresti fare per realizzarti. Solo a quel punto potrai fare la scelta giusta per te.

Che sia quella di dedicarti appieno alla famiglia, di buttarti a capofitto nella tua carriera o – finalmente – di coltivare entrambe.


Francesca Camboni

Coach certificata, Master in coaching neurosemantico, Pratictioner e Master Pratictioner NLP, Master in Ipnosi applicata, certificata in Tecniche di Respiro, Training Autogeno e Reiki, certificata anche come Insegnante Louise Hay, Formatrice TUAV e insegnante di Sofrologia.

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