Donne italiane che hanno fatto la storia

Cinque storie di impegno e talento per riflettere e lasciarsi ispirare

Scienziate diventate un punto di riferimento per l'intera comunità scientifica, artiste che, attraverso i linguaggi dell’arte, hanno segnato la loro epoca e imprenditrici capaci di riscrivere le regole del mercato. Le donne italiane che hanno lasciato un segno nella nostra storia e nella nostra cultura sono moltissime, e sarebbe pressoché; impossibile rendere omaggio a tutte senza lasciarne fuori qualcuna. Oggi ti voglio presentare cinque donne italiane di successo, o meglio, di talento. Cinque vite cui ispirarsi per capire come, pur in ambiti lontani anni luce, il fattore comune a ogni storia di successo sia sempre lo stesso: coltivare il proprio talento e innaffiarlo con l’impegno.

Alcuni nomi ti saranno più che familiari, altri non suoneranno immediatamente nella tua testa. Ciò che conta, è che ognuna ha contribuito in modo diverso ma con lo stesso impegno e la stessa determinata passione a portare in prima pagina i nomi femminili. Nessun intento comparativo fra loro. Queste cinque donne italiane che hanno fatto la storia, distanti per età, professione, interessi e pubblico di riferimento, ci conducono però attraverso la lettura di uno stesso filo conduttore. Lasciati ispirare e impegnati a dare il tuo contributo!

Fernanda Pivano

Se oggi conosci autori come Ernest Hemingway è anche grazie a questa donna, il cui nome, come quello di tanti critici, traduttori e cultori, non appare quasi mai in copertina. Allieva diretta di Cesare Pavese, la letterata Fernanda Pivano di copertine ne ha viste tante. Più che una semplice traduttrice, questa donna si è fatta interprete dei valori della nuova società di massa a stelle e strisce, incuriosita da una cultura in quegli anni ancora lontana dal nostro paese ma che, ben presto, avrebbe influenzato anche le abitudini italiane.

La passione per le lingue e per la letteratura ha incontrato, in Fernanda Pivano, anche un occhio attento e un fiuto lungimirante. Un talento che le ha permesso di incontrare e portare in Italia decine e decine di scrittori ancora sconosciuti che avrebbero, poi, rivoluzionato la nostra sensibilità artistica. A partire, ad esempio, da tutti i poeti della Beat Generation, da Kerouac a Ginsberg a Ferlinghetti. Una vera e propria traghettatrice del fermento e del fervore letterario (ma non solo) di una società tutta nuova e alla continua ricerca di un cambiamento. Un entusiasmo di cui, al di là delle singole diatribe letterarie, non si può che darle conto.

Fabiola Gianotti

È passato un po’ di tempo da quando molte di noi hanno sentito parlare per la prima volta del Bosone di Higgs. Non tutte, forse, ricordano che uno dei nomi dietro a questa scoperta rivoluzionaria per la fisica è proprio quello di una donna italiana. Nel 2012 Fabiola Gianotti era a capo di ATLAS, l’esperimento che ha visto la prima osservazione di una particella compatibile con il bosone di Higgs. Ricerca che, nello stesso anno, le ha conferito la quinta posizione nella classifica People of the Year del Time.

Dal 2016, la fisica ricopre l’incarico di Direttrice del CERN di Ginevra, prima donna e prima italiana al suo comando, oltre a essere socia corrispondente dell’Accademia dei Lincei e membro nel Comitato consultivo per la fisica al Fermilab di New York. E dire che ha trovato anche il tempo per diplomarsi in pianoforte al Conservatorio di Milano.

Un nome femminile e italiano fra i contributi di una scoperta scientifica rivoluzionaria come questa fa scalpore. Purtroppo, mi sento di aggiungere. Le donne che ricoprono cariche importanti nei settori STEM delle cosiddette “scienze dure” (matematica, fisica, tecnologia, ingegneria e scienza) sono infatti ancora poche. Basti pensare che, come riportato da uno studio dell’Unesco, in Italia le ricercatrici scientifiche rappresentano appena il 34% del totale. Fabiola Gianotti – e, come lei, tantissime altre scienziate – ci ricorda che questo gap di genere non ha a che fare con il talento, ma è unicamente frutto di una società ancora legata a vecchi pregiudizi. E che l’impegno paga, sempre.

Paola Zukar

Un altro nome che, forse, non ti dice niente, così come la sua agenzia Big Picture Management. Il motivo è che la signora del rap italiano lavora, instancabilmente e sin dai primi anni ’90, dietro le quinte. Con dei risultati incredibili, che la portano a essere manager di artisti come Clementino, Fabri Fibra e Marracash. Il tutto, facendosi strada in un modo come quello del rap e dell’hip hop, spesso ancora (troppo) legato alla presenza maschile.

Anche in questo caso, un’imprenditrice che, sicura del suo fiuto e del suo talento, si è fatta strada a testa alta, senza lasciare che un vecchio pregiudizio di genere le tarpasse le ali. Appassionandosi a un genere underground e spesso lontano dai media tradizionali, Paola Zukar ne ha raccolto il testimone facendone una missione di vita. In barba ai soliti stereotipi. E la storia è fatta anche di donne coraggiose che, tirandosi su le maniche, hanno inseguito la loro passione ribaltando schemi della società che sembravano ormai immutabili. Un contributo che non è mai da poco.

Alda Merini

Se la poesia italiana del ‘900 avesse una voce, sarebbe certamente la sua. Penna sempre indipendente, capace di raccontare con una profondità tagliente ma gentile la società, la stessa che il più delle volte le andava troppo stretta. Molti ricordano Alda Merini come la poetessa pazza. Certamente, la sua esperienza tra ospedali psichiatrici e ricoveri ha lasciato un’impronta profonda sulla sua poesia. Impronta che ha reso l’arte espressiva di Alda Merini un vero e proprio manifesto alla sensibilità, ai vizi, alle passioni viscerali e ai vuoti incolmabili.

Le danno della pazza: non le importa. Dai problemi di salute ai lutti alle forti difficoltà economiche, la Poetessa dei Navigli non rinuncia alla sua voce, che è anche il suo talento più prezioso. E, come tutte le donne italiane che hanno fatto la storia, ha continuato a lottare a testa alta per la sua passione. Senza che l’essere incompresa o giudicata male la fermasse. Nel suo primo libro in prosa scrive:

Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini (L'altra verità. Diario di una diversa, Rizzoli).

Chiara Ferragni

Che ci fa, fra le cinque donne italiane che hanno fatto la storia che ho scelto, un’influencer? Ho deciso che il nome di Chiara Ferragni meritasse almeno un cameo. Non (solo) perché stiamo parlando dell’influencer di moda più importante al mondo. O perlomeno, così l’ha incoronata la rivista Forbes. Nonché la più pagata, con un patrimonio stimato, fra collaborazioni e sponsorizzazioni, di circa 40 milioni.

Chiara Ferragni è molto più di una bella ragazza brava con le foto. Ad oggi, la Blonde Salade è diventata un vero e proprio modello professionale per gli imprenditori digitali. Come tutti i personaggi pubblici, anche Chiara Ferragni divide il suo pubblico in due, fra sostenitori accaniti e detrattori instancabili. A prescindere dal proprio giudizio, è impossibile non riconoscere il suo successo.

Un successo che si misura (anche) in follower: oltre 21 milioni. Che cosa ha trasformato una giovanissima appassionata di moda in un’imprenditrice chiamata a dare lezioni di marketing ad Harvard? Tanti fattori dai quali lasciarsi ispirare: fascino, fiuto per le tendenze di mercato, intraprendenza, talento e una buona dose di determinazione. Un percorso sul quale riflettere, prima di puntare il dito.


Francesca Camboni

Coach certificata, Master in coaching neurosemantico, Pratictioner e Master Pratictioner NLP, Master in Ipnosi applicata, certificata in Tecniche di Respiro, Training Autogeno e Reiki, certificata anche come Insegnante Louise Hay, Formatrice TUAV e insegnante di Sofrologia.

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