Come imparare a prendere decisioni utili per una donna

A questo carico, sono poi da aggiungersi i macigni del pentimento per le cose fatte, dei rimpianti per quelle non fatte e dei rimorsi per quelle fatte “male”. Un bel fardello emotivo che, oltre a segnare negativamente il tuo presente, può intralciare anche il tuo futuro.

Un punto fondamentale sul quale tutte le donne dovrebbero lavorare riguarda proprio questo: come imparare a prendere decisioni utili? Anche se per molte i processi decisionali somigliano più a una ruota della fortuna, la capacità di fare le scelte giuste è invece un muscolo che tutte noi possiamo allenare. Ma giuste per chi? Il punto è proprio questo.

Cominciamo decostruendo i soliti pregiudizi che ci incatenano in processi mentali e personali fortemente limitanti. Partiamo dal più romantico: segui il tuo cuore. Un luogo comune che presuppone che le nostre emozioni possano avere il completo controllo sulle scelte della nostra vita. Anche quando le decisioni non riguardano la nostra sfera affettiva. Bene amiche mie: non esiste niente di più sbagliato.

Le tue emozioni possono decidere per te?

Tutte noi siamo soggette, con varie sfumature e diverse combinazioni, alle nostre emozioni. Nel mito della Biga alata di Platone, l’essere umano viene rappresentato come un carro trainato da due cavalli. Uno bianco, a simboleggiare l’anima. L’altro, nero, rappresenta le passioni terrene e carnali. A dirigere il carro un auriga, immagine della ragione. Una metafora che possiamo prendere in prestito, semplificandone di molto le implicazioni, per attribuire il giusto ruolo alle nostre emozioni. Non quello di guida, ma quello di forza trainante da gestire e indirizzare.

Affidare le proprie scelte a un istinto materiale, a una sensazione momentanea o a uno stato d’animo passeggero significa fare dell’irrazionalità la propria guida. Questo non significa, naturalmente, che tu debba rinchiudere in una cassaforte tutte le tue emozioni. Significa, invece, imparare a riconoscere le tue sensazioni, sapendole collocare nel tempo in cui sopraggiungono e ricostruendone le cause.

Interpretando correttamente i tuoi sentimenti, sarai quindi in grado di “sfoltire il mucchio”, distinguendo un tuo profondo desiderio da una tua reazione esterna e passeggera.

In moltissimi casi mi rendo invece conto di come le scelte “sbagliate” di cui le mie donne mi parlano non sono dettate da un sentimento o da un impeto del cuore. Spesso la regia di queste decisioni è tutta esterna. Il partner, la famiglia, l’ambiente di lavoro, dai colleghi al capo, gli amici e le frequentazioni sociali. Tutte figure che ognuna di noi considera suoi alleati nella vita e che spesso però, da supporto concreto e tangibile si trasformano in custodi della nostra prigione.

Le decisioni utili e gli altri

A volte, l’autorevolezza professionale, sociale o emotiva di una persona ci fa illudere che questa sia un “decisore” migliore di noi. È certamente possibile stimare l’intelligenza o la sensibilità di un nostro caro a tal punto da considerarlo un buon supporto e un buon confidente.

Devi ricordarti, però, che per ogni decisione importante entrano in gioco moltissimi fattori, tutti strettamente connessi alla tua vita, alla tua ambizione, ai tuoi talenti, a ciò che sei disposta a fare. Delegando una scelta tutta tua a qualcun altro potrai ricavare un consiglio saggio o un’indicazione lucida, ma non necessariamente l’opzione migliore per la persona che sei tu.

L’incidenza delle persone esterne sulle proprie decisioni si può manifestare in modo più o meno esplicito. Parliamo, ad esempio, di una madre che pretende, per la propria figlia, una carriera brillante. Un intento nobile, che però non può tradursi con l’imposizione di una precisa indicazione accademica e professionale.

In che modo la figlia potrà portare avanti gli studi necessari senza alcun tipo di passione? Come reagirà alle difficoltà professionali una persona priva di motivazione interna? Con quale ambizione lotterà contro i pregiudizi e la concorrenza per ottenere il proprio riconoscimento?

Altre volte, il controllo decisionale è più subdolo. Pochi giorni fa mi è capitato di parlare con una giovane donna intenzionata a riprendere in mano la sua carriera dopo il parto. Tuttavia, un blocco mentale le impediva di fare il grande passo. Paura di trascurare la famiglia, di dedicare meno tempo alla casa, di coinvolgere il marito o altre persone nella gestione della quotidianità. Il marito, a parole d’accordo con la decisione della moglie, non facilitava però in alcun modo questa scelta. Non metteva in discussione la propria routine, non prendeva in considerazione l’idea di intervenire sui propri orari di lavoro, rimandava ogni dibattito in merito.

Mi sono trovata davanti a un caso esemplare di condizionamento esterno. Non un obbligo né un’imposizione provenivano da questo marito che, apparentemente, lasciava la moglie libera di prendere le sue decisioni. Eppure, si rifiutava di supportare le conseguenze di queste scelte, comunicando quindi indirettamente alla moglie che stava prendendo la decisione sbagliata.

Credenze, ambiente, cultura: chi ti conosce meglio?

L’importante quindi è innanzitutto riconoscere la voce altrui come un consiglio per arricchire il proprio pensiero, e non come una guida impeccabile. Fondamentale, però, è anche riconoscere i no celati dietro a un poco convinto. E dunque rifuggire dai condizionamenti indiretti che, oltre a sconvolgere le nostre vite, ci lasciano anche da sole a gestirne le conseguenze.

Ebbene questo condizionamento indiretto è ancora più difficile da stanare quando il cattivo consigliere di una donna… sono proprio le sue credenze. Convinzioni spesso negative, a volte addirittura errate sulla propria persona che fanno apparire ogni decisione davvero utile come una “deviazione” dal proprio percorso già tracciato.

Peccato che, se a solcare questo sentiero sono state le convinzioni socio-culturali stratificate nel tempo e una visione distorta della propria persona, la strada non può che essere quella sbagliata.

3 consigli per prendere decisioni utili

Dopo aver smontato gli ostacoli principali che ti impediscono di prendere decisioni utili serenamente e in piena libertà, voglio quindi proporti 3 consigli per affrontare al meglio ogni processo decisionale. Il punto della questione è: utili a chi?

Purtroppo il lavoro, le condizioni esterne, le persone che ci circondano spesso scavalcano il loro ruolo “accessorio” e prendono il sopravvento anche sulla nostra vita. Il problema è che, come nel caso della figlia costretta dalla madre, le conseguenze di ogni decisione importante ricadono interamente di te. Tanto i successi quanto le difficoltà.

1.    Rifletti sul valore delle tue scelte

Ecco perché per portare avanti con coerenza e pazienza le proprie decisioni è necessario calibrarle sul proprio valore. Che cosa conta davvero per te? Per quale ideale, sogno, speranza o progetto sarai in grado di rimboccarti le maniche, senza tirarti indietro né rinnegare le scelte fatte?

Fai tua ogni decisione utile che prendi orientandoti unicamente con la tua bussola personale. È questo il consiglio più prezioso che puoi seguire. Nessun parere esterno, per quanto saggio, sarà valido abbastanza da aiutarti ad affrontare tutte le conseguenze di una scelta di vita. Solo il tuo valore potrà accompagnarti in questo.

2.    Mettiti in discussione

Come avrai capito, la nostra psiche è fatta di valore, di poche certezze e di molti dubbi. Ecco perché è bene, prima di prendere ogni decisione importante, mettersi in discussione. Potresti scoprire che il percorso che hai fatto finora è stato dettato prevalentemente da condizionamenti esterni, e che quindi la cosa giusta è invertire la rotta.

Oppure, immaginandoti in panni diversi da quelli che indossi ora, potresti non riconoscerti e quindi avere una preziosa indicazione sul come muoverti. Tutto questo non significa cambiare pelle da un giorno all’altro, significa affrontare con maturità la sfida più grande di tutti: conoscere se stessi.

3.    Non aver paura di sbagliare

Infine: prendi la tua scelta. Ascolta i pareri di chi ti vuole bene, analizza i pro e i contro, valuta tutte le implicazioni del caso. Interrogati sul tuo valore, sulla tua persona, sulle tue potenzialità. Poi, finalmente, decidi!

Non lasciare che il corso degli eventi scelga per te e ti intrappoli in un progetto di futuro che non coincide con quello che volevi. Il rischio più grande che puoi correre, quello di sbagliare, è in realtà un’ottima occasione per scoprire qualcosa di nuovo su di te. Ne vale la pena, non credi?


Francesca Camboni

Coach certificata, Master in coaching neurosemantico, Pratictioner e Master Pratictioner NLP, Master in Ipnosi applicata, certificata in Tecniche di Respiro, Training Autogeno e Reiki, certificata anche come Insegnante Louise Hay, Formatrice TUAV e insegnante di Sofrologia.

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