Come cambiare i tuoi pensieri negativi e brillare di gioia

Si abbattono con violenza su tutto ciò che incontrano, alimentati da un vortice attorno al quale non fanno che rinvigorirsi.

Sono spietati: non fanno distinzioni, non ascoltano ragioni.

Nascono in modo spontaneo ma, inevitabilmente, distruggono tutto ciò che toccano.

Difficile prevedere quando si creano e come, con esattezza, scateneranno la catastrofe.

No, non sto parlando degli uragani.

Sto parlando dei pensieri negativi delle donne.

Qualcuno pensa sia un caso che i metereologi spesso utilizzino nomi femminili per chiamare questi fenomeni tempestosi? La bella notizia è che, alla fine, il sole torna sempre a splendere.

Come cambiare i tuoi pensieri negativi e brillare di gioia?

Ho scelto di utilizzare questa metafora per aiutarti a comprendere la genesi dei tuoi pensieri negativi. Insicurezze, pessimismo, scarsa autostima, totale sfiducia, rabbia: a forza di riempire la tua valigia con questi discutibili alleati, finirai per rimanere paralizzata insieme a loro.

Come sempre, per estirpare un’erbaccia bisogna risalire alla radice. Facciamo quindi un percorso a ritroso e cerchiamo di capire come nascono i pensieri negativi, così da sapere come cambiarli e trasformarli in aiuto, anziché in una zavorra.  

Come nascono i pensieri negativi?

Non a caso, quindi, ti parlo di uragani. Questi fenomeni atmosferici ruotano attorno a un vortice centrale, che, come in una spirale, attirano in una danza frenetica le correnti temporalesche. Concentriamoci innanzitutto sull’occhio del ciclone. Ossia, dove tutto ha origine. In questo caso, la scintilla che fa scattare un pensiero è solitamente un’immagine.

Un fatto di cui siamo testimoni o del quale veniamo a conoscenza, una voce, un significato, un messaggio diretto o indiretto che riceviamo, persino un odore evocativo. Ogni pensiero nasce, insomma, in risposta a un impulso dettato da un’immagine – simbolica o meno – alla quale la nostra mente attribuisce un sentimento ben preciso.

Ti faccio un esempio.

Stai scorrendo la tua home di Facebook e ti imbatti nell’immagine di una tua ex-collega di lavoro. Ha fatto carriera, e sei felice per lei. A partire da questa semplice “immagine”, però, si risvegliano anche altri significati. Ad esempio, rievochi le emozioni che hai provato quando hai lasciato quel lavoro.

Oppure, rivivi le circostanze che ti hanno portata lontano da quell’ambiente. Ripensi tua vita in quel momento. Ecco che l’uragano dei pensieri, avvitandosi su se stesso, si fa sempre più minaccioso.

L’immagine scatenante ti fa sentire in un certo modo e stimola un preciso stato d’animo. Il significato che tu attribuisci a questo specifico sentimento è l’emozione. È qui che risiede la chiave di volta di tutto. La variante che rende un pensiero qualsiasi positivo o negativo.  

Il valore dell’emozione

Eccoci al nocciolo della questione. Non sempre è facile cambiare i pensieri negativi o impedire a un’immagine di suscitarci un certo sentimento o stato d’animo. Quello che puoi però fare è decidere quale valore attribuire all’emozione che sembra sopraffarti. Sembra, perché in realtà – anche se a volte risulta difficile crederlo e ce ne dimentichiamo facilmente – è possibile avere il controllo della propria mente e dei propri pensieri.

Ciò che devi saper è che non esistono emozioni belle e positive o emozioni brutte e negative.

Fanno tutte ugualmente parte di un variegato spettro presente in ognuno di noi. Inutile, quindi, selezionare emozioni di serie A da esaltare ed emozioni di serie B da nascondere. L’unica distinzione che ha senso fare è quella fra emozioni funzionali ed emozioni disfunzionali. Partiamo da un presupposto: ciascuno di noi ha degli obiettivi, delle credenze, delle ambizioni. Punti fermi che, slegati dalle circostanze del momento, indirizzano le nostre scelte. È importante conoscere il valore che noi attribuiamo a queste decisioni.

Cosa conta davvero per te?

Per quale principio sei disposta a fare dei sacrifici? Quale direzione merita la fronte del tuo sudore e quale, invece, non merita le tue lacrime? Il valore che tu attribuisci alle tue scelte è quindi lo stesso criterio con il quale devi distinguere le emozioni funzionali da quelle disfunzionali. Questo procedimento mentale ti aiuterà a rivalutare la definizione di “negativo” e “positivo”. Tutto ciò che ti fa stare male per un “bene superiore” è, quindi, un’emozione funzionale, nel percorso per raggiungere questo bene.

Allo stesso tempo, è invece “negativa” un’emozione che ti porta lontano dalla tua strada maestra, lontano dalla tua scala di valore.

Così, nell’esempio precedente, potresti provare nostalgia per il tuo vecchio lavoro. Per capire se si tratta di un’emozione negativa o meno, chiediti: perché ho lasciato quel posto? In nome di che cosa? Magari un progetto migliore e più gratificante ha preso il sopravvento.

Quella nostalgia è quindi un’emozione “funzionale” al tuo percorso di realizzazione. Ti ricorda l’affetto di cui ti sei nutrita in passato, ma non per questo deve farti rinunciare al tuo cammino che ha, invece, un valore maggiore.  

E adesso: brilla!

Imparare a riconoscere il valore delle tue emozioni non ti aiuterà solo a proteggerti dai tuoi pensieri negativi. Questo procedimento mentale, che fa parte poi del percorso di conoscenza e ascolto di te stessa, ti insegnerà anche a brillare di gioia. E qui ti invito a riflettere sul vero significato di questa parola.

Le scelte che facciamo in nome di un valore per noi importantissimo o di un desiderio profondo sono, in fondo, dettate da un’unica ragione: la felicità.

Quando ti chiedi che cos’è la felicità, risponditi che essa non è altro che il significato che ciascuno di noi attribuisce a qualcosa che ci accade.

Se dai valore a un lavoro gratificante e all’altezza del tuo talento, sai che (anche) questo può portarti alla felicità. Da questo devi distinguere, invece, tutto ciò che è momentaneo e puramente connesso a una situazione istantanea che stai vivendo.

Quello che chiameremmo piacere. Sicuramente qualcosa che arricchisce positivamente la nostra vita, che però non potrà mai assumere lo stesso valore di una scelta dettata da criteri più solidi e più affini alla tua persona. La ricetta per brillare, quindi, è molto più semplice di quanto tu possa credere.

Ogni volta che un pensiero negativo ti assale, destrutturalo.

Da dove viene e perché?

Quali sono i valori che vuoi perseguire?

In che modo queste emozioni ti allontanano o ti conducono da essi?

Se saprai attribuire un significato positivo a ogni stato d’animo, anche i pensieri più brutti acquisiranno un senso, nel tortuoso percorso verso la tua felicità.


Francesca Camboni

Coach certificata, Master in coaching neurosemantico, Pratictioner e Master Pratictioner NLP, Master in Ipnosi applicata, certificata in Tecniche di Respiro, Training Autogeno e Reiki, certificata anche come Insegnante Louise Hay, Formatrice TUAV e insegnante di Sofrologia.

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