Benessere di una donna e le cinque buone abitudini che forse non conosci

Che cos’è il benessere? A primo impatto, pensiamo tutti alla salute fisica, un prerequisito che riteniamo fondamentale per lo stare bene. Eppure, non sempre una salute di ferro è sinonimo di felicità, così come non sempre una malattia riesce a togliere il sorriso. Se sei alla ricerca di uno stato mentale positivo, è necessario quindi innanzitutto rivoluzionare il tuo concetto di benessere, comprendendo al suo interno anche la salute mentale, spirituale e sociale. Solo un equilibrio fra tutti questi aspetti può rendere il tuo benessere davvero stabile. Per farlo, ti voglio suggerire cinque buone abitudini, che forse non conosci ma che possono avere un impatto fortissimo sulla tua mente.

Per curare il proprio umore non possiamo affidarci alle stesse medicine con le quali curiamo il corpo. Esistono certamente medicinali capaci di stimolare a livello biologico degli ormoni utili al buonumore, ma si tratta di palliativi. Il benessere richiede invece ben più di un cerottino: occorre lavorare sui propri atteggiamenti e su stati mentali positivi che ci aiutino a prevenire malumori, stress e anche tutte le conseguenze fisiche di uno stato di malessere mentale.

Del resto, il nostro corpo e i nostri pensieri sono strettamente correlati. È il principio delle malattie psicosomatiche e, se continuerai a prendere sotto gamba le ferite della tua mente, prima o poi sarà il tuo corpo a portarti il conto. Voglio invitarti, invece, a giocare d’anticipo. Prova queste cinque buone abitudini: semplici gesti sui quali lavorare con costanza, che ti permetteranno di curare dall’interno il tuo benessere mentale, con ripercussioni positive su tutto il corpo!

Riconosci i tuoi meriti

I complimenti piacciono a tutti. Quando però provengono solo ed esclusivamente dall’esterno, difficilmente alla lunga possono effettivamente incidere sulla tua autostima. I pareri altrui, anche quelli più positivi, non riescono a toccare le corde più profonde se non trovano, nella tua mente, un ambiente aperto e disposto ad accoglierle ed accettarle veramente. Ecco perché, prima ancora di pretendere e attendere complimenti dall’esterno, devi essere tu la prima a riconoscere i tuoi meriti.

Hai fatto un buon lavoro? Riesci a tenere la casa in ordine nonostante gli impegni? Sei in grado di mantenere viva una relazione anche nei momenti difficili? Complimentati con te stessa. Sono soprattutto le piccole conquiste quotidiane a darci una misura del nostro vivere. Riconoscere e apprezzare i tuoi traguardi significa anche capire come agire e su cosa intervenire per migliorare te stessa. Un piccolo gesto che incoraggerà un atteggiamento positivo e proattivo.

Concediti un’ora al giorno per te

Il lavoro, la casa, la famiglia, ma anche gli amici e le commissioni fuori casa. Sempre più spesso la nostra vita è scandita dall’alternanza frenetica di impegni “esterni”. Non solo quando si tratta di doveri impegnativi, ma anche quando di momenti di svago che però rispondono più a necessità altrui che non alle nostre esigenze. Comincia col ritagliarti un’ora al giorno per le cose che ti piacciono davvero. Un hobby, uno sport, oppure – perché no – il totale relax della dolce far nulla.

È importante non concentrare tutto il tuo tempo libero solo nel weekend o nel giorno libero settimanale. Altrimenti, nel frattempo, finirai per accumulare uno stress che sarà poi difficile combattere con una sola giornata di riposo. Scandire il ritmo della tua vita inserendovi un’ora al giorno dedicato alla cura personale può invece aiutarti a mantenere un atteggiamento mentale equilibrato, senza aspettare di arrivare al culmine della tua resistenza per fermarti.

Un atteggiamento positivo è un atteggiamento concreto

Spesso e volentieri ci distraiamo in pensieri, supposizioni e architetture mentali che non fanno altro che ingigantire i nostri problemi. Assumere un atteggiamento positivo nei confronti delle difficoltà di tutti i giorni non significa accogliere con il sorriso ogni disgrazia. A volte significa, invece, essere concreti. Quali sono le possibili soluzioni a un problema? In che modo possiamo contribuire alla sua risoluzione? Abbiamo bisogno di chiedere aiuto a qualcun altro? Impostare il nostro ragionamento su un atteggiamento pragmatico non è solo risolutivo, ma ci impedisce anche di perderci nei labirinti mentali della negatività.

Sii creativa!

Lavorare sulla propria creatività è, purtroppo, un’attività estremamente sottovalutata. Forse perché nel mondo degli adulti la creatività è associata a un momento ludico o ai giochi dell’infanzia. Non è roba da adulti. Eppure, in ognuno di noi esiste una componente mentale legata proprio alla creatività, alla fantasia, all’immaginazione. Componente che non scompare con l’età: viene semplicemente messa da parte.

Riprendere il controllo di questo aspetto della propria mente significa quindi rispondere a un’esigenza innata in noi. Come farlo? Essere creativi non significa solo dipingere o dedicarsi al decoupage (attività divertenti che, in ogni caso, ti suggerisco di provare). La creatività si esprime anche in cucina, provando nuove ricette, nel guardaroba, creando outfit diversi, nel makeup, cambiando rossetto, e così via. Piccoli gesti che ti permetteranno di riprendere il controllo sulla tua mente più inconscia e che saranno una nuova occasione per esprimerti.

Camminare

Come detto, non stiamo parlando di benessere fisico, quindi non temere: non sono qui a proporti l’ennesima routine di movimento per integrare la tua dieta o rimetterti in forma. Camminare è, però, una vera e propria palestra anche per la mente.

Si tratta, innanzitutto, di concentrarti su te stessa. Affrontando un percorso, sei tu a decidere come avanzare, dosando la velocità, rispettando il ritmo dei passi e scegliendo la direzione da seguire. Posto il focus su te stessa, mentre cammini sei libera anche di dare spazio alla tua fantasia e alla tua immaginazione. Magari lasciandoti ispirare da dettagli del paesaggio che solitamente, per la fretta, ignori.

Anche riflettere su un proprio problema mentre si cammina può essere più proficuo rispetto al rimuginare in casa o sopra a un mezzo pubblico. Se si ha la possibilità di intraprendere percorsi di trekking o di andare a camminare in un bel parco, il contatto con la natura renderà l’esperienza ancora più efficace. A livello biologico, nel frattempo, questa semplice attività stimola il rilascio dei famosi ormoni della felicità. Il risultato è quindi garantito!


Francesca Camboni

Coach certificata, Master in coaching neurosemantico, Pratictioner e Master Pratictioner NLP, Master in Ipnosi applicata, certificata in Tecniche di Respiro, Training Autogeno e Reiki, certificata anche come Insegnante Louise Hay, Formatrice TUAV e insegnante di Sofrologia.

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